Cyber Resilience Act: obblighi per le aziende software dall’11 settembre 2026

Cyber Resilience Act: obblighi per le aziende software dall’11 settembre 2026

Dall’11 settembre 2026 scattano i primi obblighi concreti del Cyber Resilience Act (Regolamento UE 2024/2847): chi produce, importa o distribuisce prodotti con elementi digitali deve segnalare a ENISA e al CSIRT nazionale le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti di sicurezza gravi, con tempistiche molto strette.

Non riguarda solo i grandi produttori di hardware: rientrano nel perimetro anche software gestionali, app, dispositivi IoT, firmware e componenti open source distribuiti all’interno di un prodotto commerciale. Chi non si organizza per tempo rischia sanzioni fino a 15 milioni di euro o il 2,5% del fatturato globale.

Value Quality Consulting affianca aziende produttrici e distributrici di software e dispositivi connessi a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nella gap analysis, nella predisposizione dei processi di vulnerability management e nel percorso verso la piena conformità al Cyber Resilience Act.

Cyber Resilience Act: obblighi di sicurezza per prodotti digitali

Cosa prevede il Cyber Resilience Act e da quando

Il Cyber Resilience Act è il primo regolamento europeo che impone requisiti di cybersecurity ai prodotti con elementi digitali lungo tutto il ciclo di vita: progettazione, sviluppo, produzione e gestione post-vendita. È entrato in vigore a dicembre 2024, ma la sua applicazione è scaglionata su più date.

Dall’11 settembre 2026 diventano operativi gli obblighi di segnalazione: le aziende devono notificare un allarme preventivo entro 24 ore in caso di vulnerabilità attivamente sfruttata, una notifica più dettagliata entro 72 ore e un report finale entro 14 giorni dalla risoluzione. Dall’11 dicembre 2027 scatteranno invece gli obblighi pieni su requisiti essenziali di sicurezza, marcatura CE e valutazione di conformità.

A chi si applica il Cyber Resilience Act

Il regolamento si applica a qualunque prodotto hardware o software con elementi digitali immesso sul mercato UE, con connessione diretta o indiretta a un dispositivo o a una rete: gestionali, app mobili, dispositivi IoT, firmware, librerie software, sistemi di controllo industriale. Sono coinvolti tre ruoli lungo la filiera, ciascuno con obblighi specifici: fabbricanti, importatori e distributori.

Restano esclusi i prodotti già coperti da normative settoriali equivalenti (dispositivi medici, automotive, aviazione) e il software distribuito come servizio puro (SaaS) quando non incorporato in un prodotto. In molti casi, però, allinearsi in via volontaria resta comunque opportuno per ragioni commerciali e contrattuali verso clienti enterprise.

Le scadenze chiave del Cyber Resilience Act

Data Obbligo Chi è coinvolto
Dicembre 2024 Entrata in vigore del regolamento Tutti gli operatori economici
11 settembre 2026 Obblighi di segnalazione di vulnerabilità sfruttate e incidenti gravi Fabbricanti
11 dicembre 2027 Requisiti essenziali di sicurezza, marcatura CE, valutazione di conformità Fabbricanti, importatori, distributori

Come adeguarsi in 6 step

  1. Censimento del portafoglio prodotti con elementi digitali e classificazione del rischio (default, importante, critico).
  2. Gap analysis rispetto ai requisiti essenziali di sicurezza e ai processi di gestione delle vulnerabilità già in essere.
  3. Software Bill of Materials (SBOM) e processi strutturati di vulnerability handling.
  4. Procedura di segnalazione a ENISA e al CSIRT nazionale, con ruoli, tempistiche e canali chiari.
  5. Aggiornamento della documentazione tecnica e allineamento con ISO 27001 e ISO/IEC 27034.
  6. Formazione dei team di sviluppo e supporto alla valutazione di conformità dove richiesta.

Ruoli aziendali coinvolti

R&S e sviluppo

Integrano secure-by-design e gestione patch nel ciclo di sviluppo.

IT e cybersecurity

Gestiscono il monitoraggio delle vulnerabilità e le segnalazioni a ENISA/CSIRT.

Legal e compliance

Verificano contratti, responsabilità di filiera e marcatura CE.

Direzione

Approva budget e roadmap di adeguamento.

Product management

Aggiornano i cicli di supporto e le politiche di fine vita prodotto.

Vendite

Comunicano la conformità come vantaggio competitivo verso i clienti enterprise.

Checklist iniziale Cyber Resilience Act

  • Hai un inventario aggiornato di tutti i prodotti con elementi digitali che produci o distribuisci?
  • Esiste una procedura per gestire le segnalazioni di vulnerabilità da parte di terzi?
  • Sai generare una SBOM per i tuoi prodotti software?
  • Hai definito chi, in azienda, deve segnalare un incidente a ENISA e al CSIRT entro 24 ore?
  • Il ciclo di vita del prodotto prevede aggiornamenti di sicurezza per un periodo definito?

Errori da evitare

  • Pensare che il Cyber Resilience Act riguardi solo i produttori di hardware.
  • Rimandare la gap analysis alle scadenze del 2027, quando gli obblighi di segnalazione scattano già a settembre 2026.
  • Non coordinare compliance, sviluppo e legal in un unico progetto di adeguamento.
  • Sottovalutare i componenti open source integrati nei propri prodotti.

Come ti supportiamo

  • Gap analysis sul portafoglio prodotti e classificazione del rischio.
  • Supporto alla predisposizione di SBOM, processi di vulnerability management e documentazione tecnica.
  • Integrazione con i sistemi di gestione già certificati (ISO 27001, ISO 9001).
  • Formazione dei team tecnici e supporto alla valutazione di conformità.

Scopri i nostri servizi di consulenza e certificazione. Per approfondire leggi anche la nostra guida alla ISO 27001 e l’articolo su NIS2: scadenze e adempimenti per le PMI.

Domande frequenti sul Cyber Resilience Act

Il Cyber Resilience Act si applica anche alle PMI?

Sì, non ci sono soglie dimensionali generali: si applica a qualunque azienda che immette sul mercato UE un prodotto con elementi digitali, comprese le microimprese, pur con alcune semplificazioni per i produttori più piccoli.

Cosa succede se non rispetto le scadenze?

Le sanzioni possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 2,5% del fatturato globale annuo, oltre al rischio di ritiro del prodotto dal mercato.

Serve una certificazione specifica per il Cyber Resilience Act?

Per i prodotti a rischio “default” è sufficiente l’autovalutazione di conformità; per i prodotti “importanti” e “critici” è richiesta una valutazione di conformità di terza parte da un organismo notificato.

Vuoi sapere se i tuoi prodotti sono pronti per il Cyber Resilience Act?

I nostri consulenti cybersecurity analizzano il tuo portafoglio prodotti e costruiscono un piano di adeguamento realistico, dagli obblighi di segnalazione del 2026 alla piena conformità del 2027.

Richiedi una consulenza Cyber Resilience Act

ISO 23894 vs ISO 42001: differenze tra risk management AI e sistema di gestione AI

ISO 23894 vs ISO 42001: differenze tra risk management AI e sistema di gestione AI

Quando si parla di governance dell’intelligenza artificiale, il confronto ISO 23894 ISO 42001 è uno dei più ricorrenti nelle direzioni IT, compliance e risk management. Sono spesso confuse o trattate come alternative, mentre in realtà coprono livelli diversi e sono pensate per lavorare insieme.

Capire le differenze permette di costruire una governance AI realmente efficace, evitando duplicazioni di documenti e attribuendo correttamente responsabilità tra risk owner, AI governance lead, sicurezza informazioni e direzione.

Value Quality Consulting affianca aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nel costruire un sistema di gestione AI coerente, integrando ISO/IEC 23894 sul risk management e ISO/IEC 42001 sul management system, con i sistemi già in essere come ISO 27001 e ISO 9001.

Confronto ISO 23894 ISO 42001 per la governance AI

ISO 23894 vs ISO 42001: la differenza in sintesi

La ISO/IEC 23894 è una linea guida sul risk management applicato all’intelligenza artificiale. Estende i principi di ISO 31000 ai rischi specifici dei sistemi AI: bias, robustezza, spiegabilità, sicurezza, impatto su persone e diritti.

La ISO/IEC 42001 è lo standard di sistema di gestione AI (AIMS), certificabile, costruito con la struttura HLS comune a ISO 9001, ISO 14001, ISO 27001. Definisce contesto, leadership, pianificazione, supporto, operatività, valutazione delle performance e miglioramento per la governance dell’AI.

In altre parole: la ISO 23894 ti dice come gestire i rischi AI, la ISO 42001 ti dice come strutturare l’azienda per farlo in modo continuo e dimostrabile.

Tabella comparativa ISO 23894 vs ISO 42001

Aspetto ISO/IEC 23894 ISO/IEC 42001
Natura Linea guida Standard di sistema di gestione, certificabile
Focus Gestione del rischio AI Sistema di gestione AI complessivo
Riferimento base ISO 31000 High Level Structure ISO MSS
Output principale Risk assessment AI AIMS documentato e auditabile
Audit terza parte Non prevista Possibile certificazione
Valore verso AI Act Supporta art. su risk management dei sistemi alto rischio Supporta requisiti organizzativi e di qualità

Quando serve la ISO 23894

La ISO 23894 è lo strumento giusto se la tua priorità immediata è strutturare i risk assessment dei sistemi AI: definire criteri, soglie di rischio, tassonomia dei pericoli specifici dell’AI e modalità di trattamento. È particolarmente utile per chi sviluppa sistemi AI ad alto rischio ai sensi dell’AI Act, per laboratori e per società di servizi che vendono soluzioni basate su AI.

Adottarla in modo isolato non porta a una certificazione, ma fornisce il framework metodologico che alimenta sia la documentazione tecnica AI Act sia la futura ISO 42001.

Quando serve la ISO 42001

La ISO 42001 è la scelta naturale quando l’azienda vuole dimostrare formalmente di avere una governance AI: clienti enterprise che inseriscono il requisito nei contratti, partecipazione a gare, posizionamento su mercati regolamentati, integrazione con altri sistemi già certificati.

È pensata per ogni organizzazione che fornisce, sviluppa o utilizza sistemi AI, indipendentemente dal settore e dalla dimensione, ed è lo standard a cui guardare quando l’obiettivo è la certificazione.

Come integrare ISO 23894 e ISO 42001

Risk framework unico

Usa la ISO 23894 come metodo dentro il sistema ISO 42001.

Tassonomia condivisa

Stessa classificazione dei rischi tra AI, sicurezza informazioni e qualità.

Allineamento AI Act

Le evidenze prodotte dal risk management alimentano la documentazione tecnica.

Audit semplificati

Un solo set di evidenze per audit interni, di seconda parte e certificazione.

Errori da evitare

  • Pensare alla ISO 23894 come alternativa alla ISO 42001: sono complementari.
  • Costruire due processi paralleli di risk management con metodologie diverse.
  • Avviare la ISO 42001 senza un metodo strutturato di risk assessment AI.
  • Trattare il risk management AI come solo tema tecnico, escludendo legal e business.

Come ti supportiamo

  • Assessment iniziale su sistemi AI sviluppati o utilizzati.
  • Implementazione del risk management AI secondo ISO/IEC 23894.
  • Costruzione del sistema di gestione AI ISO/IEC 42001.
  • Formazione, audit interno e supporto alla certificazione.

Scopri i nostri servizi di certificazione, consulenza e formazione. Approfondisci il tema con il nostro articolo su gestione del rischio per l’intelligenza artificiale.

Domande frequenti

Posso certificarmi sulla ISO 23894?

No, è una linea guida e non è uno standard di sistema di gestione certificabile. Può essere usata come riferimento metodologico dentro la ISO 42001.

Devo adottarle entrambe?

In molti casi sì: la ISO 42001 richiede un risk management strutturato e la ISO 23894 fornisce il metodo specifico per i rischi AI.

Come si collegano all’AI Act?

Entrambe supportano la conformità ai requisiti AI Act, in particolare per i sistemi ad alto rischio, ma non sostituiscono le valutazioni di conformità richieste dal regolamento.

Vuoi capire quale standard AI è prioritario per te?

In una call iniziale i nostri consulenti analizzano i tuoi sistemi AI e ti indicano se partire dalla ISO 23894, dalla ISO 42001 o da entrambe.

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AI policy aziendale: come scrivere la policy per l’uso dell’intelligenza artificiale

AI policy aziendale: come scrivere la policy per l’uso dell’intelligenza artificiale

Una AI policy aziendale chiara è oggi il primo presidio di governance per ogni impresa che usa intelligenza artificiale, anche solo nella forma di ChatGPT, Copilot o assistenti integrati nei software. Senza una policy, ogni collaboratore decide da solo cosa caricare, come usare gli output e quali strumenti adottare.

Una buona AI policy non è un documento legale calato dall’alto. È uno strumento operativo che protegge i dati, riduce gli errori, dimostra responsabilità verso clienti e autorità, e supporta la conformità ad AI Act, GDPR e ISO/IEC 42001.

Value Quality Consulting redige AI policy su misura per aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia, integrandole con i sistemi di gestione già in essere e con la formazione del personale.

AI policy aziendale: redazione e governance dell'intelligenza artificiale

Perché una AI policy aziendale è urgente

Le aziende italiane stanno ricevendo tre pressioni convergenti: i clienti enterprise inseriscono nei contratti clausole di governance AI; l’AI Act impone obblighi di literacy AI e di trasparenza; la ISO/IEC 42001 sta diventando il riferimento per dimostrare un sistema di gestione AI. La AI policy è il documento che traduce tutto questo in regole operative quotidiane.

Senza policy, ogni audit, ogni questionario di qualifica e ogni incidente diventa un problema. Con una policy ben scritta, gli stessi eventi diventano occasioni per dimostrare maturità.

Roadmap in 7 step per scrivere la AI policy

  1. Mappatura degli usi AI per funzione e processo: chi usa cosa, con quali dati e con quale impatto.
  2. Classificazione dei rischi per categoria di uso (interno, su clienti, su dati personali, su decisioni automatizzate).
  3. Definizione dei principi: liceità, trasparenza, supervisione umana, riservatezza, accuratezza, non discriminazione.
  4. Regole operative su tool ammessi, divieti, dati che non possono mai essere caricati, modalità di verifica degli output.
  5. Ruoli e responsabilità: chi approva nuovi tool, chi gestisce gli incidenti, chi mantiene l’inventario AI.
  6. Formazione obbligatoria e attestazione di lettura della policy.
  7. Riesame periodico della policy, almeno annuale o in caso di nuove applicazioni AI.

I contenuti chiave della AI policy aziendale

Sezione Cosa deve contenere Perché conta
Scopo e ambito A chi si applica, quali sistemi AI sono coperti. Evita zone grigie e ambiguità.
Principi guida Trasparenza, supervisione umana, sicurezza, equità. Allineamento con AI Act e ISO 42001.
Tool ammessi Whitelist di sistemi AI autorizzati e con quali account. Riduce shadow AI e rischi di leak.
Dati vietati Categorie di dati che non possono essere inseriti nei prompt. Protezione segreti industriali e dati personali.
Verifica output Livelli di review umana per uso esterno e interno. Riduce errori e responsabilità verso clienti.
Gestione incidenti AI Procedura di segnalazione e gestione di malfunzionamenti. Necessario per audit e per AI Act.

Ruoli aziendali coinvolti

Direzione

Approva e firma la policy, garantisce risorse e cultura.

IT e cybersecurity

Configurano account aziendali e controlli tecnici.

HR

Gestiscono formazione, attestazione e disciplinare.

Legal e DPO

Coerenza con GDPR, AI Act, contratti e proprietà intellettuale.

Compliance

Integra la AI policy con il sistema di gestione e con il Modello 231.

Business owner

Identificano usi AI nei processi e contribuiscono al risk assessment.

Checklist iniziale per la AI policy

  • Hai un inventario aggiornato dei tool AI usati in azienda?
  • Esistono account aziendali per ChatGPT, Copilot e simili?
  • I dipendenti sanno quali dati non possono mai inserire nei prompt?
  • Esiste un canale per segnalare incidenti o output errati generati da AI?
  • La policy è integrata con la formazione obbligatoria del personale?

Errori da evitare nella AI policy

  • Limitarsi a un divieto generico: chi usa AI lo farà comunque, in modo nascosto.
  • Copiare modelli internazionali senza adattarli al contesto italiano e ai vostri processi.
  • Non collegare la policy a procedure operative e a strumenti tecnici.
  • Dimenticare la formazione obbligatoria richiesta dall’AI Act.

Come ti supportiamo

  • Workshop di mappatura degli usi AI in azienda.
  • Redazione della AI policy aziendale e delle procedure collegate.
  • Integrazione con sistemi già in essere (ISO 27001, ISO 9001, Modello 231).
  • Formazione del personale e supporto alla certificazione ISO 42001.

Approfondisci con i nostri servizi di consulenza, formazione e certificazione. Per un quadro più ampio leggi anche il nostro articolo sui sistemi di intelligenza artificiale per l’impresa.

Domande frequenti sulla AI policy aziendale

La AI policy è obbligatoria?

Non esiste un obbligo esplicito di nominarla “AI policy”, ma l’AI Act richiede misure organizzative, formazione e governance che si traducono di fatto in una policy.

Va integrata con il GDPR?

Sì, soprattutto per i trattamenti automatizzati, la valutazione d’impatto e i contratti con i fornitori AI.

In quanto tempo si redige?

In genere alcune settimane, ma la qualità dipende dal tempo dedicato all’inventario degli usi AI e al confronto con le funzioni interne.

Vuoi una AI policy davvero operativa?

I nostri consulenti redigono AI policy chiare, integrate con i tuoi sistemi e pronte a essere adottate dal personale e validate dall’organismo di certificazione.

Richiedi una AI policy su misura

ISO 42001 e AI Act: roadmap pratica per aziende italiane

ISO 42001 e AI Act: roadmap pratica per aziende italiane

Il binomio ISO 42001 AI Act è diventato il tema caldo per chiunque sviluppi, integri o utilizzi sistemi di intelligenza artificiale. Da una parte un Regolamento europeo direttamente applicabile, dall’altra uno standard internazionale che fornisce il sistema di gestione su cui costruire la conformità.

Le aziende italiane si trovano davanti scadenze concrete e clienti che già chiedono evidenze di governance AI. Senza una roadmap chiara si rischia di rincorrere ogni nuova interpretazione normativa, accumulando documentazione inutile e lasciando scoperti i veri rischi operativi.

Value Quality Consulting accompagna aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nel costruire una roadmap operativa che integra i requisiti dell’AI Act con il sistema di gestione ISO/IEC 42001, evitando duplicazioni e valorizzando i sistemi di gestione già in essere.

ISO 42001 AI Act roadmap per aziende italiane

Perché ISO 42001 e AI Act sono urgenti adesso

L’AI Act è entrato in applicazione progressivamente. Gli obblighi di literacy AI sul personale, i divieti su pratiche vietate e le prime regole sui sistemi GPAI sono già in vigore. Per i sistemi ad alto rischio le scadenze si avvicinano e impongono valutazioni di conformità strutturate, documentazione tecnica, sistemi di gestione del rischio e di qualità.

La ISO/IEC 42001 fornisce esattamente l’infrastruttura di governance che il regolamento richiede: un sistema di gestione AI con responsabilità, valutazioni di rischio, controlli e miglioramento continuo. Per fornitori e deployer di sistemi AI è lo strumento più efficiente per dimostrare conformità, anche verso clienti e PA.

Roadmap operativa ISO 42001 + AI Act in 7 step

La roadmap che proponiamo nasce dall’esperienza con aziende che già gestiscono ISO 9001, ISO 27001 o ISO 13485 e devono integrare i requisiti AI senza creare un secondo sistema parallelo.

  1. Inventario sistemi AI: censimento di tutti i sistemi AI sviluppati o usati e classificazione secondo l’AI Act (vietati, alto rischio, GPAI, rischio limitato, minimo).
  2. Gap analysis: confronto tra i requisiti AI Act applicabili, ISO/IEC 42001 e i sistemi di gestione già certificati.
  3. Definizione del perimetro AIMS: scope del sistema di gestione AI, ruoli interni, comitato AI.
  4. Risk management AI: integrazione con ISO/IEC 23894 e con la gestione del rischio già in essere.
  5. Controlli e documentazione: policy, procedure, registri di sistema AI, valutazione d’impatto.
  6. Formazione e literacy AI: programma formativo per tutto il personale che usa o supervisiona AI.
  7. Audit interno e certificazione: ciclo PDCA completo e supporto all’audit con l’organismo di certificazione.

Documenti da preparare

Documento Cosa contiene Riferimento
AI policy aziendale Principi, ruoli, regole d’uso, sistemi ammessi. ISO 42001 + AI Act
Inventario sistemi AI Elenco sistemi, finalità, dati, classe di rischio. AI Act art. titolo III
Risk assessment AI Analisi rischi tecnici, etici, legali e impatto su persone. ISO/IEC 23894
Documentazione tecnica Per sistemi alto rischio: dataset, addestramento, test, log. AI Act allegato IV
Piano di formazione Literacy AI per ruolo, evidenze e attestati. AI Act art. 4

Ruoli aziendali coinvolti

Direzione

Approva la AI policy e nomina i ruoli del sistema di gestione AI.

AI governance lead

Coordina inventario sistemi AI, risk assessment e audit interni.

IT e cybersecurity

Garantisce controlli tecnici, log, integrazione con ISO 27001.

Legal e DPO

Compliance AI Act, GDPR, contratti con fornitori AI.

HR

Pianifica la literacy AI di tutto il personale.

Business owner

Responsabili dei processi che integrano AI nei flussi operativi.

Rischi se non costruisci la roadmap

  • Sanzioni AI Act, particolarmente onerose per sistemi vietati o alto rischio non conformi.
  • Esclusione da gare e qualifiche fornitore che già chiedono evidenze AI.
  • Audit di seconda parte da parte di clienti enterprise senza evidenze documentali.
  • Sviluppo di sistemi paralleli ridondanti tra qualità, sicurezza informazioni e AI.

Come ti supportiamo

  • Gap analysis ISO 42001 + AI Act sui sistemi AI già in uso o in sviluppo.
  • Costruzione del sistema di gestione AI integrato con i sistemi già certificati.
  • Redazione di policy, procedure, valutazioni di rischio e documentazione tecnica.
  • Formazione operativa, audit interno e supporto alla certificazione ISO 42001.

Approfondisci con i nostri servizi di certificazione, consulenza e formazione. Per orientarti sullo standard leggi anche le nostre buone pratiche per la ISO 42001.

Domande frequenti

La ISO 42001 garantisce la conformità all’AI Act?

Non è un’equivalenza automatica, ma il sistema ISO 42001 copre gran parte dei requisiti organizzativi richiesti dall’AI Act e semplifica notevolmente la dimostrazione di conformità.

Da dove conviene iniziare se siamo già ISO 27001?

Dal gap analysis: molti controlli sono già presidiati e si tratta di estendere ambito, ruoli e risk assessment al perimetro AI.

Quanto costa il percorso?

Dipende dal numero di sistemi AI, dalla loro classificazione AI Act e dai sistemi già in essere. Forniamo una stima dopo l’assessment iniziale.

Vuoi una roadmap ISO 42001 + AI Act su misura?

Parla con i nostri consulenti AI governance: definiremo le scadenze AI Act applicabili alla tua azienda e il piano per arrivare alla certificazione ISO 42001.

Richiedi la roadmap ISO 42001 + AI Act

Consulenza UNI PDR 125 parità di genere

Consulenza UNI PDR 125: guida completa per la conformità

Consulenza UNI PDR 125: guida completa per la conformità

La consulenza UNI PDR 125 è il supporto specialistico per le aziende che vogliono certificare il proprio sistema di gestione per la parità di genere. La prassi UNI/PdR 125:2022 definisce requisiti chiari su cultura, HR, retribuzioni, carriera, conciliazione vita-lavoro e genitorialità.

Per le aziende di Roma, Roma EUR e di tutta Italia, avere al proprio fianco un consulente esperto riduce i tempi di implementazione, evita errori e permette di cogliere i reali benefici della certificazione, inclusi sgravi contributivi e punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici.

Costruiamo insieme un sistema di gestione realistico, misurabile e calato sull’organizzazione, con indicatori concreti e piani d’azione sostenibili.

Consulenza UNI PDR 125 parità di genere

Come si struttura un percorso UNI PDR 125

Il percorso tipico prevede: check-up iniziale, analisi degli indicatori UNI/PdR 125, definizione della politica per la parità di genere, implementazione di procedure HR e governance, piano di formazione e comunicazione, audit interni e verifica di certificazione da parte dell’ente accreditato.

La consulenza permette di evitare un approccio formale: l’obiettivo è generare un reale cambiamento culturale in azienda.

I 6 ambiti della UNI/PdR 125

Cultura e strategia

Politiche, leadership inclusiva e integrazione della parità di genere negli obiettivi aziendali.

Processi HR

Selezione, formazione, percorsi di carriera ed equità retributiva come pilastri operativi.

Conciliazione e tutela

Genitorialità, welfare, prevenzione delle molestie e conciliazione vita-lavoro.

Come ti supportiamo

  • Gap analysis sugli indicatori UNI/PdR 125
  • Definizione della politica e del comitato guida sulla parità di genere
  • Implementazione di procedure HR, KPI e piano di comunicazione interna
  • Audit interni e gestione dell’iter con l’organismo di certificazione

Un percorso consulenziale orientato a risultati concreti: cultura, clima, equità e posizionamento di mercato.

Vuoi una consulenza UNI PDR 125 a Roma o in Italia?

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Società di consulenza sostenibilità ESG

Società di consulenza sostenibilità: il tuo partner per un futuro green

Società di consulenza sostenibilità: il tuo partner per un futuro green

Una società di consulenza in sostenibilità è un partner strategico per le aziende che vogliono integrare la sostenibilità nei propri modelli di business. Non si tratta solo di ambiente: oggi la sostenibilità tocca governance, catena di fornitura, rapporto con il territorio, reporting e rating ESG.

Per realtà a Roma, Roma EUR e in tutta Italia, scegliere un partner con competenze su sistemi di gestione, emissioni GHG, parità di genere e supply chain permette di affrontare la transizione in modo organico, non a silos.

Ti affianchiamo con un approccio consulenziale pragmatico: obiettivi chiari, KPI misurabili e roadmap coerenti con strategia e risorse aziendali.

Società di consulenza sostenibilità ESG

Cosa fa una società di consulenza in sostenibilità

Una società di consulenza sostenibilità aiuta a definire strategie ESG, misurare impatti, implementare sistemi di gestione (ISO 14001, ISO 14064, EMAS), accompagnare la redazione dei bilanci di sostenibilità e supportare l’adeguamento normativo (CSRD, tassonomia UE, AI Act, NIS2).

Il ruolo non è solo tecnico: un buon partner aiuta a integrare la sostenibilità nei processi decisionali e nelle scelte di business.

Perché scegliere un partner esperto

Visione integrata

Un unico interlocutore per ambiente, qualità, sicurezza, gender equality e reporting ESG.

Competenze verticali

Esperienza su ISO 14001, ISO 14064, UNI/PdR 125, EMAS, CSRD e altri riferimenti chiave.

Risultati misurabili

KPI chiari, target realistici e monitoraggio nel tempo degli obiettivi di sostenibilità.

Come ti supportiamo

  • Analisi di materialità e definizione della strategia ESG
  • Implementazione di sistemi di gestione ambientale e climatici
  • Supporto alla rendicontazione CSRD, bilanci di sostenibilità e rating ESG
  • Percorsi su parità di genere, diversity, gestione della supply chain

Un partner unico per gestire la sostenibilità come leva di valore, non come costo.

Cerchi una società di consulenza sostenibilità a Roma o in Italia?

Contattaci ora

Sistema di intelligenza artificiale per l'impresa

Sistema di intelligenza artificiale: l’IA al servizio dell’impresa

Sistema di intelligenza artificiale: l’IA al servizio dell’impresa

Costruire un sistema di intelligenza artificiale affidabile non significa solo sviluppare un modello: vuol dire definire governance, processi, controlli e responsabilità per usare l’IA in modo strategico e sicuro. La norma di riferimento è la ISO 42001, che fornisce un AI Management System completo.

Per aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia, dotarsi di un sistema di gestione per l’AI significa gestire meglio i progetti, ridurre i rischi e rispondere agli obblighi dell’AI Act europeo in modo strutturato.

Ti supportiamo nel disegnare e implementare un AI Management System ISO 42001 calato sul tuo contesto, integrato con ISO 27001, ISO 9001 e con le altre politiche già in uso.

Sistema di intelligenza artificiale per l'impresa

Cosa prevede un AI Management System (ISO 42001)

La ISO 42001 definisce un sistema di gestione dell’intelligenza artificiale basato sul ciclo PDCA. Copre governance, gestione dei rischi, trasparenza, qualità e gestione dei dati, supervisione umana, monitoraggio delle prestazioni e miglioramento continuo dei sistemi di AI.

È applicabile a tutti i soggetti della filiera: provider, deployer, importatori e distributori di sistemi di intelligenza artificiale.

Perché strutturare un sistema AI aziendale

Governance chiara

Ruoli, responsabilità e processi decisionali definiti per ogni sistema di IA utilizzato in azienda.

Conformità e fiducia

Rispondi in modo coerente ai requisiti dell’AI Act e dimostri un uso responsabile della tecnologia.

Valore misurabile

Metriche, controlli e miglioramento continuo massimizzano il ritorno dei progetti AI nel tempo.

Come ti supportiamo

  • Assessment dei sistemi di intelligenza artificiale già presenti in azienda
  • Definizione del perimetro del sistema di gestione ISO 42001
  • Redazione di policy, procedure e registri AI
  • Integrazione con ISO 27001, GDPR e AI Act

Un percorso strutturato per mettere davvero l’IA al servizio dell’impresa, in modo sicuro e sostenibile.

Vuoi implementare un sistema di intelligenza artificiale conforme?

Contattaci ora

Consulenza sostenibilità ambientale aziendale

Consulenza sostenibilità ambientale: un investimento per il futuro del tuo business

Consulenza sostenibilità ambientale: un investimento per il futuro del tuo business

La consulenza in sostenibilità ambientale aiuta le aziende a trasformare la sostenibilità da slogan a strategia operativa. Significa definire obiettivi ESG chiari, misurare gli impatti, ridurre i rischi e cogliere le opportunità legate alla transizione ecologica.

Per aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia, un percorso consulenziale strutturato permette di rispondere alle richieste di clienti, investitori, banche e pubblica amministrazione, posizionandosi come player credibile sul mercato.

Ti accompagniamo lungo tutto il percorso: analisi della situazione attuale, definizione di obiettivi, adozione di standard (ISO 14001, ISO 14064, EMAS), reporting ESG e comunicazione efficace.

Consulenza sostenibilità ambientale aziendale

Cosa significa davvero sostenibilità ambientale in azienda

La sostenibilità non è solo compliance: è un modo di fare impresa che integra performance economica, impatti ambientali e sociali. Oggi significa rendicontare emissioni, consumi energetici, uso delle risorse, gestione dei rifiuti, impatti lungo la catena di fornitura.

Un percorso di consulenza in sostenibilità ambientale aiuta a fare ordine, definire priorità e costruire risultati misurabili nel tempo.

Vantaggi di un percorso strutturato

Accesso a finanza e bandi

Migliori rating ESG, apri opportunità di finanza sostenibile, bandi pubblici e PNRR.

Riduzione dei rischi

Previeni sanzioni, contenziosi ambientali e rischi reputazionali legati a greenwashing.

Efficienza e innovazione

Identifichi sprechi, ottimizzi consumi energetici e valorizzi i sottoprodotti in logica di economia circolare.

Come ti supportiamo

  • Analisi di materialità e definizione degli obiettivi ESG
  • Calcolo dell’impronta ambientale (ISO 14064, ISO 14067) e dei KPI di sostenibilità
  • Implementazione di sistemi di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS)
  • Supporto a report ESG, bilanci di sostenibilità e comunicazione esterna

L’obiettivo è costruire una strategia di sostenibilità solida, coerente con il business e credibile verso tutti gli stakeholder.

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Cybersecurity normativa europea: strumenti per proteggere la tua azienda

Cybersecurity normativa europea: strumenti per proteggere la tua azienda

La cybersecurity normativa europea è diventata un ambito strategico per qualsiasi organizzazione. Direttive come NIS2, DORA e regolamenti come GDPR, Cyber Resilience Act e AI Act disegnano un quadro articolato di obblighi, che richiede un approccio strutturato alla sicurezza informatica.

Per le aziende di Roma, Roma EUR e di tutta Italia, comprendere la normativa europea in ambito cyber è fondamentale per garantire conformità, continuità operativa e fiducia del mercato.

Ti aiutiamo a mappare obblighi e scadenze, a definire il piano di adeguamento e a implementare controlli tecnici e organizzativi coerenti con ISO 27001, NIST e altri standard di riferimento.

Cybersecurity normativa europea NIS2 e GDPR

Le principali normative cyber europee

La Direttiva NIS2 amplia il perimetro dei soggetti obbligati a garantire un elevato livello comune di cybersicurezza. Il GDPR disciplina la protezione dei dati personali. Il Regolamento DORA impone requisiti specifici al settore finanziario, mentre l’AI Act introduce obblighi per chi sviluppa o utilizza sistemi di intelligenza artificiale.

A questi si affiancano il Cyber Resilience Act per i prodotti digitali e una serie di linee guida ENISA che indirizzano le migliori pratiche operative.

Aree chiave da presidiare

Governance

Ruoli, responsabilità e coinvolgimento del management nella gestione del rischio cyber.

Controlli tecnici

Protezione delle reti, gestione degli accessi, endpoint, backup, monitoraggio e incident response.

Supply chain

Valutazione e monitoraggio dei fornitori ICT, con clausole contrattuali e controlli periodici.

Come ti supportiamo

  • Mapping degli obblighi NIS2, GDPR, DORA, AI Act applicabili al tuo contesto
  • Gap analysis rispetto ai requisiti normativi e ai principali standard di settore
  • Definizione del piano di adeguamento e delle priorità di intervento
  • Integrazione con ISO 27001, ISO 22301 e framework di cybersecurity di riferimento

Un percorso strutturato per rispondere alla cybersecurity normativa europea senza disperdere risorse.

Vuoi allineare la tua azienda alla normativa europea in cybersecurity?

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Guida Completa al NIST SP 800-53: controlli di sicurezza e privacy per la protezione dei sistemi informativi

Guida completa al NIST SP 800-53: controlli di sicurezza e privacy per i sistemi informativi

Il NIST SP 800-53 è uno dei framework più autorevoli al mondo per la sicurezza dei sistemi informativi. Definisce un catalogo esteso di controlli di sicurezza e privacy utili a proteggere dati, applicazioni e infrastrutture critiche, anche in ambiti fortemente regolamentati.

Per organizzazioni a Roma, Roma EUR e in tutta Italia, il NIST SP 800-53 è un riferimento prezioso per strutturare la cybersecurity aziendale, in modo complementare o alternativo a ISO 27001, specie per chi lavora con fornitori e committenti internazionali.

Ti aiutiamo a selezionare i controlli applicabili, a integrarli nei tuoi processi e a definire un piano di implementazione concreto e sostenibile.

NIST SP 800-53 controlli sicurezza informatica e privacy

Come è strutturato il NIST SP 800-53

Il NIST SP 800-53 organizza i controlli in famiglie (controllo accessi, audit and accountability, incident response, risk assessment, system and communications protection, e molte altre). I controlli sono selezionabili in base al profilo di rischio dell’organizzazione e sono spesso usati come baseline per la conformità FedRAMP, HIPAA e altri framework.

Il framework è progettato per essere scalabile e adattabile a contesti di diversa complessità, dalle PMI alle grandi infrastrutture critiche.

Vantaggi dell’adozione del NIST SP 800-53

Controlli di sicurezza strutturati

Un catalogo completo di misure tecniche e organizzative per proteggere dati e sistemi informativi.

Allineamento internazionale

Riferimento diffuso a livello globale, utile per operare con clienti, fornitori e partner esteri.

Integrazione con ISO 27001

Le due cornici si integrano: il NIST arricchisce l’Annex A della ISO 27001 con ulteriori controlli operativi.

Come ti supportiamo

  • Analisi del contesto e definizione del profilo di rischio
  • Selezione dei controlli NIST SP 800-53 applicabili
  • Integrazione con ISO 27001, NIS2, GDPR e altri riferimenti
  • Piano operativo di implementazione e monitoraggio continuo

Un approccio pragmatico per trasformare il framework NIST in un sistema di sicurezza realmente operativo.

Vuoi implementare il NIST SP 800-53 nella tua organizzazione?

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