ISO 27017 e ISO 27018: sicurezza cloud e protezione dati per aziende

ISO 27017 e ISO 27018: sicurezza cloud e protezione dati per aziende

Quando l’infrastruttura aziendale si sposta nel cloud, la ISO 27001 da sola non basta più. Il binomio ISO 27017 ISO 27018 estende il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni con controlli specifici per ambienti cloud e per la protezione dei dati personali gestiti da cloud provider.

Per le aziende che vendono servizi cloud o che li utilizzano per gestire dati di clienti, queste due norme sono diventate uno standard de facto richiesto in gare, qualifiche fornitore e audit di seconda parte. Mancarli significa spesso non essere ammessi a determinati mercati.

Value Quality Consulting affianca aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nell’estensione del sistema ISO 27001 con i controlli ISO/IEC 27017 e ISO/IEC 27018, fino al supporto all’audit di certificazione.

ISO 27017 ISO 27018 sicurezza cloud per aziende

ISO 27017 e ISO 27018: la differenza in sintesi

La ISO/IEC 27017 è un codice di pratica per i controlli di sicurezza nei servizi cloud. Estende l’Allegato A della ISO/IEC 27001 con controlli specifici sia per il cloud customer (chi usa il cloud) sia per il cloud service provider (chi lo eroga). Tratta segregazione tra tenant, gestione delle credenziali amministrative, ruoli condivisi nella sicurezza, virtualizzazione e ripristino.

La ISO/IEC 27018 è il codice di pratica per la protezione dei dati personali (PII) nel cloud quando il provider agisce come responsabile del trattamento. Si concentra su consenso, finalità, trasparenza, restituzione dei dati, gestione dei subfornitori e diritti degli interessati: temi cruciali per l’allineamento con il GDPR.

Tabella comparativa ISO 27017 vs ISO 27018

Aspetto ISO/IEC 27017 ISO/IEC 27018
Focus Sicurezza dei servizi cloud Protezione dati personali nel cloud
Destinatari Cloud provider e cloud customer Cloud provider che trattano PII
Riferimento base ISO/IEC 27002 ISO/IEC 27002 + principi privacy
Tema chiave Responsabilità condivise cloud Diritti degli interessati e GDPR
Audit Estensione dell’audit ISO 27001 Estensione dell’audit ISO 27001

Quando serve la ISO 27017

La ISO 27017 è particolarmente utile se la tua azienda eroga servizi cloud (SaaS, PaaS, IaaS) o ne dipende per processi critici. Aiuta a chiarire la matrice di responsabilità tra te e il provider, presidiare la segregazione dei tenant, gestire correttamente backup, ripristino e operazioni amministrative.

È quasi sempre richiesta nei capitolati di gara di banche, assicurazioni, sanità e PA quando vuoi vendere servizi gestiti in cloud.

Quando serve la ISO 27018

La ISO 27018 è rilevante quando la tua azienda è cloud provider che tratta dati personali per conto dei clienti. Dimostra che gestisci correttamente consenso, trasparenza, subfornitori, restituzione e cancellazione dei dati. È un asset di vendita verso titolari del trattamento che devono dimostrare due diligence sul fornitore.

Come integrare ISO 27017 e ISO 27018 con ISO 27001

Statement of Applicability

Aggiungi i controlli 27017 e 27018 al SoA del tuo ISMS.

Risk assessment cloud

Includi gli scenari cloud nel risk assessment ISO 27001.

Audit unico

Le tre norme possono essere coperte in un unico audit di certificazione.

GDPR e ISO 27701

Coordina i controlli con il sistema di gestione privacy ISO 27701.

Contratti e DPA

Allinea contratti, SLA e DPA ai controlli adottati.

Documentazione tecnica

Procedure di onboarding, offboarding e gestione subfornitori.

Checklist iniziale cloud security

  • Hai un inventario dei servizi cloud usati o erogati?
  • La matrice di responsabilità con i provider è formalizzata?
  • Hai una procedura per la restituzione dei dati a fine contratto?
  • Sai dove sono fisicamente conservati i dati dei tuoi clienti?
  • I subfornitori cloud sono qualificati e auditati?

Errori da evitare

  • Pensare che basti la certificazione del provider: la responsabilità resta del titolare.
  • Avviare la 27018 senza presidiare i temi privacy a livello di processo.
  • Non aggiornare il Statement of Applicability con i controlli aggiuntivi.
  • Sottovalutare la gestione dei subfornitori cloud.

Come ti supportiamo

  • Gap analysis su servizi cloud erogati o utilizzati.
  • Estensione dell’ISMS ISO 27001 con i controlli 27017 e 27018.
  • Redazione di policy, procedure e Statement of Applicability aggiornato.
  • Formazione del personale, audit interno e supporto alla certificazione.

Scopri i nostri servizi di certificazione, consulenza e formazione. Per il quadro generale vedi anche la nostra guida alla ISO 27001 e l’articolo dedicato alla ISO 27032.

Domande frequenti su ISO 27017 e ISO 27018

Posso certificarmi solo sulla ISO 27017?

Vengono normalmente certificate come estensione della ISO/IEC 27001, non in modo indipendente.

Servono se uso solo servizi cloud di terzi?

Sì: la ISO 27017 si applica anche al cloud customer per chiarire le responsabilità sui propri controlli.

Quanto tempo richiede l’estensione?

Dipende dalla maturità del sistema ISO 27001. In genere alcuni mesi per gap analysis, adeguamento e audit di estensione.

Vuoi estendere la tua ISO 27001 al cloud?

Parla con i nostri consulenti cybersecurity: definiamo perimetro, controlli e tempi per la certificazione ISO 27017 e ISO 27018.

Richiedi una consulenza cloud security

ISO 27001 protezione dati aziendali

ISO 27001 per aziende: come proteggere i dati e ottenere la certificazione

ISO 27001 per aziende: come proteggere i dati e ottenere la certificazione

La ISO 27001 per aziende è oggi uno degli strumenti più efficaci per proteggere i dati, ridurre i rischi di attacchi cyber e dimostrare un approccio strutturato alla sicurezza delle informazioni. È il riferimento più richiesto in bandi, contratti e filiere critiche.

Ti aiutiamo a ottenere la certificazione ISO 27001 in modo concreto: senza appesantire l’organizzazione, senza documentazione inutile, con un sistema di gestione realmente adottato dal team.

Supportiamo PMI, grandi imprese e PA a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nella protezione dei dati e nella conformità alla ISO 27001.

ISO 27001 per aziende protezione dati e certificazione

Cos’è la ISO 27001 e perché è diventata uno standard di mercato

La ISO 27001 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI). Protegge riservatezza, integrità e disponibilità dei dati attraverso un approccio basato sul rischio e un set di controlli di sicurezza (Annex A).

È richiesta sempre più spesso da grandi committenti, dalla pubblica amministrazione e nei contratti B2B, soprattutto se si trattano dati sensibili, personali o proprietà intellettuale.

Vantaggi della certificazione ISO 27001 per aziende

Meno rischio cyber

Controlli tecnici e organizzativi riducono il rischio di attacchi, data breach e fermi operativi.

Conformità GDPR e NIS2

Base solida per rispettare GDPR, Direttiva NIS2 e requisiti di compliance nei settori regolamentati.

Più gare e contratti

Requisito richiesto in bandi PA, capitolati enterprise e qualifiche fornitore dei grandi gruppi.

Fiducia dei clienti

Dimostri in modo verificabile che proteggi i dati dei clienti e gestisci la sicurezza in modo strutturato.

Tutela degli asset

Proteggi know-how, proprietà intellettuale e informazioni critiche per la continuità operativa.

Governance chiara

Ruoli, responsabilità e processi definiti: la sicurezza non dipende dalla memoria di singole persone.

Come ottenere la certificazione ISO 27001: step chiari

Il percorso tipico include: gap analysis rispetto alla ISO 27001:2022, analisi del contesto e degli asset, risk assessment e selezione dei controlli Annex A (Statement of Applicability), redazione di policy e procedure, implementazione dei controlli tecnici, audit interni, riesame della direzione e verifica di certificazione.

Con un approccio consulenziale efficace, una PMI arriva alla certificazione in 4-8 mesi, senza bloccare le attività operative. Organizzazioni più complesse pianificano tempi e risorse in modo incrementale.

Come ti supportiamo

  • Gap analysis e risk assessment ISO 27001
  • Definizione dello Statement of Applicability e dei controlli Annex A
  • Redazione di policy, procedure e registrazioni del SGSI
  • Audit interni, formazione al team e gestione della verifica di certificazione

Scopri i servizi di certificazione e di consulenza in sicurezza delle informazioni.

Vuoi certificare la tua azienda ISO 27001 e proteggere i dati?

Contattaci ora

ISO 23894 vs ISO 42001: differenze tra risk management AI e sistema di gestione AI

ISO 23894 vs ISO 42001: differenze tra risk management AI e sistema di gestione AI

Quando si parla di governance dell’intelligenza artificiale, il confronto ISO 23894 ISO 42001 è uno dei più ricorrenti nelle direzioni IT, compliance e risk management. Sono spesso confuse o trattate come alternative, mentre in realtà coprono livelli diversi e sono pensate per lavorare insieme.

Capire le differenze permette di costruire una governance AI realmente efficace, evitando duplicazioni di documenti e attribuendo correttamente responsabilità tra risk owner, AI governance lead, sicurezza informazioni e direzione.

Value Quality Consulting affianca aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nel costruire un sistema di gestione AI coerente, integrando ISO/IEC 23894 sul risk management e ISO/IEC 42001 sul management system, con i sistemi già in essere come ISO 27001 e ISO 9001.

Confronto ISO 23894 ISO 42001 per la governance AI

ISO 23894 vs ISO 42001: la differenza in sintesi

La ISO/IEC 23894 è una linea guida sul risk management applicato all’intelligenza artificiale. Estende i principi di ISO 31000 ai rischi specifici dei sistemi AI: bias, robustezza, spiegabilità, sicurezza, impatto su persone e diritti.

La ISO/IEC 42001 è lo standard di sistema di gestione AI (AIMS), certificabile, costruito con la struttura HLS comune a ISO 9001, ISO 14001, ISO 27001. Definisce contesto, leadership, pianificazione, supporto, operatività, valutazione delle performance e miglioramento per la governance dell’AI.

In altre parole: la ISO 23894 ti dice come gestire i rischi AI, la ISO 42001 ti dice come strutturare l’azienda per farlo in modo continuo e dimostrabile.

Tabella comparativa ISO 23894 vs ISO 42001

Aspetto ISO/IEC 23894 ISO/IEC 42001
Natura Linea guida Standard di sistema di gestione, certificabile
Focus Gestione del rischio AI Sistema di gestione AI complessivo
Riferimento base ISO 31000 High Level Structure ISO MSS
Output principale Risk assessment AI AIMS documentato e auditabile
Audit terza parte Non prevista Possibile certificazione
Valore verso AI Act Supporta art. su risk management dei sistemi alto rischio Supporta requisiti organizzativi e di qualità

Quando serve la ISO 23894

La ISO 23894 è lo strumento giusto se la tua priorità immediata è strutturare i risk assessment dei sistemi AI: definire criteri, soglie di rischio, tassonomia dei pericoli specifici dell’AI e modalità di trattamento. È particolarmente utile per chi sviluppa sistemi AI ad alto rischio ai sensi dell’AI Act, per laboratori e per società di servizi che vendono soluzioni basate su AI.

Adottarla in modo isolato non porta a una certificazione, ma fornisce il framework metodologico che alimenta sia la documentazione tecnica AI Act sia la futura ISO 42001.

Quando serve la ISO 42001

La ISO 42001 è la scelta naturale quando l’azienda vuole dimostrare formalmente di avere una governance AI: clienti enterprise che inseriscono il requisito nei contratti, partecipazione a gare, posizionamento su mercati regolamentati, integrazione con altri sistemi già certificati.

È pensata per ogni organizzazione che fornisce, sviluppa o utilizza sistemi AI, indipendentemente dal settore e dalla dimensione, ed è lo standard a cui guardare quando l’obiettivo è la certificazione.

Come integrare ISO 23894 e ISO 42001

Risk framework unico

Usa la ISO 23894 come metodo dentro il sistema ISO 42001.

Tassonomia condivisa

Stessa classificazione dei rischi tra AI, sicurezza informazioni e qualità.

Allineamento AI Act

Le evidenze prodotte dal risk management alimentano la documentazione tecnica.

Audit semplificati

Un solo set di evidenze per audit interni, di seconda parte e certificazione.

Errori da evitare

  • Pensare alla ISO 23894 come alternativa alla ISO 42001: sono complementari.
  • Costruire due processi paralleli di risk management con metodologie diverse.
  • Avviare la ISO 42001 senza un metodo strutturato di risk assessment AI.
  • Trattare il risk management AI come solo tema tecnico, escludendo legal e business.

Come ti supportiamo

  • Assessment iniziale su sistemi AI sviluppati o utilizzati.
  • Implementazione del risk management AI secondo ISO/IEC 23894.
  • Costruzione del sistema di gestione AI ISO/IEC 42001.
  • Formazione, audit interno e supporto alla certificazione.

Scopri i nostri servizi di certificazione, consulenza e formazione. Approfondisci il tema con il nostro articolo su gestione del rischio per l’intelligenza artificiale.

Domande frequenti

Posso certificarmi sulla ISO 23894?

No, è una linea guida e non è uno standard di sistema di gestione certificabile. Può essere usata come riferimento metodologico dentro la ISO 42001.

Devo adottarle entrambe?

In molti casi sì: la ISO 42001 richiede un risk management strutturato e la ISO 23894 fornisce il metodo specifico per i rischi AI.

Come si collegano all’AI Act?

Entrambe supportano la conformità ai requisiti AI Act, in particolare per i sistemi ad alto rischio, ma non sostituiscono le valutazioni di conformità richieste dal regolamento.

Vuoi capire quale standard AI è prioritario per te?

In una call iniziale i nostri consulenti analizzano i tuoi sistemi AI e ti indicano se partire dalla ISO 23894, dalla ISO 42001 o da entrambe.

Richiedi un assessment governance AI

Certificazione parità di genere UNI PdR 125

Certificazione parità di genere UNI/PdR 125: requisiti e incentivi

Certificazione parità di genere UNI/PdR 125: requisiti e incentivi

La certificazione parità di genere UNI/PdR 125 è oggi una leva strategica per le aziende: migliora la cultura interna, valorizza i talenti e apre l’accesso a incentivi fiscali, esoneri contributivi e premialità nei bandi pubblici.

Ti aiutiamo a implementare il sistema di gestione per la parità di genere, centrando i requisiti della prassi UNI/PdR 125:2022 e costruendo indicatori solidi, pronti per l’audit di certificazione.

Supportiamo aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nell’ottenere la certificazione e nel cogliere tutti gli incentivi disponibili.

Certificazione parità di genere UNI PdR 125 incentivi e requisiti

Cos’è la UNI/PdR 125 e perché conviene

La prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 definisce un sistema di gestione per la parità di genere basato su 6 aree: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità remunerativa, genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

La certificazione è volontaria, ma sempre più richiesta: migliora la reputazione, attira talenti, dà accesso a esoneri contributivi fino all’1% e a punteggi aggiuntivi in bandi pubblici, PNRR e appalti.

Incentivi e vantaggi della certificazione

Esonero contributivo

Fino all’1% dei contributi previdenziali, con un tetto annuo previsto dalla normativa vigente.

Punteggi nei bandi

Premialità in bandi pubblici, PNRR e gare d’appalto con criteri ESG e pari opportunità.

Reputazione ESG

Miglior rating ESG, posizionamento verso clienti, investitori, banche e grandi gruppi.

Attrazione talenti

Employer branding più forte: meno turnover, maggiore attrattività sul mercato del lavoro.

Cultura inclusiva

Politiche HR più eque, riduzione del gender pay gap e miglior clima organizzativo.

Contributi regionali

In diverse regioni italiane sono previsti contributi ad hoc per coprire costi di consulenza e audit.

Requisiti e step per ottenere la certificazione UNI/PdR 125

Il percorso operativo prevede: check-up iniziale sui 6 ambiti della norma, definizione della politica per la parità di genere, raccolta degli indicatori quantitativi e qualitativi, implementazione di procedure HR, piano di comunicazione e formazione, audit interno e verifica da parte di un ente accreditato.

La durata tipica del progetto è di 4-6 mesi per PMI; più lunga per gruppi complessi o multi-sito. Con una consulenza esperta si riducono nettamente tempi ed errori.

Come ti supportiamo

  • Check-up e gap analysis sugli indicatori UNI/PdR 125
  • Definizione politica, governance e KPI di parità di genere
  • Supporto alla raccolta dati, stesura procedure HR e piano di comunicazione
  • Audit interni e accompagnamento nella verifica con ente accreditato

Scopri il nostro percorso di certificazione UNI/PdR 125 e i servizi di consulenza dedicati.

Vuoi ottenere la certificazione parità di genere e gli incentivi?

Contattaci ora

AI policy aziendale: come scrivere la policy per l’uso dell’intelligenza artificiale

AI policy aziendale: come scrivere la policy per l’uso dell’intelligenza artificiale

Una AI policy aziendale chiara è oggi il primo presidio di governance per ogni impresa che usa intelligenza artificiale, anche solo nella forma di ChatGPT, Copilot o assistenti integrati nei software. Senza una policy, ogni collaboratore decide da solo cosa caricare, come usare gli output e quali strumenti adottare.

Una buona AI policy non è un documento legale calato dall’alto. È uno strumento operativo che protegge i dati, riduce gli errori, dimostra responsabilità verso clienti e autorità, e supporta la conformità ad AI Act, GDPR e ISO/IEC 42001.

Value Quality Consulting redige AI policy su misura per aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia, integrandole con i sistemi di gestione già in essere e con la formazione del personale.

AI policy aziendale: redazione e governance dell'intelligenza artificiale

Perché una AI policy aziendale è urgente

Le aziende italiane stanno ricevendo tre pressioni convergenti: i clienti enterprise inseriscono nei contratti clausole di governance AI; l’AI Act impone obblighi di literacy AI e di trasparenza; la ISO/IEC 42001 sta diventando il riferimento per dimostrare un sistema di gestione AI. La AI policy è il documento che traduce tutto questo in regole operative quotidiane.

Senza policy, ogni audit, ogni questionario di qualifica e ogni incidente diventa un problema. Con una policy ben scritta, gli stessi eventi diventano occasioni per dimostrare maturità.

Roadmap in 7 step per scrivere la AI policy

  1. Mappatura degli usi AI per funzione e processo: chi usa cosa, con quali dati e con quale impatto.
  2. Classificazione dei rischi per categoria di uso (interno, su clienti, su dati personali, su decisioni automatizzate).
  3. Definizione dei principi: liceità, trasparenza, supervisione umana, riservatezza, accuratezza, non discriminazione.
  4. Regole operative su tool ammessi, divieti, dati che non possono mai essere caricati, modalità di verifica degli output.
  5. Ruoli e responsabilità: chi approva nuovi tool, chi gestisce gli incidenti, chi mantiene l’inventario AI.
  6. Formazione obbligatoria e attestazione di lettura della policy.
  7. Riesame periodico della policy, almeno annuale o in caso di nuove applicazioni AI.

I contenuti chiave della AI policy aziendale

Sezione Cosa deve contenere Perché conta
Scopo e ambito A chi si applica, quali sistemi AI sono coperti. Evita zone grigie e ambiguità.
Principi guida Trasparenza, supervisione umana, sicurezza, equità. Allineamento con AI Act e ISO 42001.
Tool ammessi Whitelist di sistemi AI autorizzati e con quali account. Riduce shadow AI e rischi di leak.
Dati vietati Categorie di dati che non possono essere inseriti nei prompt. Protezione segreti industriali e dati personali.
Verifica output Livelli di review umana per uso esterno e interno. Riduce errori e responsabilità verso clienti.
Gestione incidenti AI Procedura di segnalazione e gestione di malfunzionamenti. Necessario per audit e per AI Act.

Ruoli aziendali coinvolti

Direzione

Approva e firma la policy, garantisce risorse e cultura.

IT e cybersecurity

Configurano account aziendali e controlli tecnici.

HR

Gestiscono formazione, attestazione e disciplinare.

Legal e DPO

Coerenza con GDPR, AI Act, contratti e proprietà intellettuale.

Compliance

Integra la AI policy con il sistema di gestione e con il Modello 231.

Business owner

Identificano usi AI nei processi e contribuiscono al risk assessment.

Checklist iniziale per la AI policy

  • Hai un inventario aggiornato dei tool AI usati in azienda?
  • Esistono account aziendali per ChatGPT, Copilot e simili?
  • I dipendenti sanno quali dati non possono mai inserire nei prompt?
  • Esiste un canale per segnalare incidenti o output errati generati da AI?
  • La policy è integrata con la formazione obbligatoria del personale?

Errori da evitare nella AI policy

  • Limitarsi a un divieto generico: chi usa AI lo farà comunque, in modo nascosto.
  • Copiare modelli internazionali senza adattarli al contesto italiano e ai vostri processi.
  • Non collegare la policy a procedure operative e a strumenti tecnici.
  • Dimenticare la formazione obbligatoria richiesta dall’AI Act.

Come ti supportiamo

  • Workshop di mappatura degli usi AI in azienda.
  • Redazione della AI policy aziendale e delle procedure collegate.
  • Integrazione con sistemi già in essere (ISO 27001, ISO 9001, Modello 231).
  • Formazione del personale e supporto alla certificazione ISO 42001.

Approfondisci con i nostri servizi di consulenza, formazione e certificazione. Per un quadro più ampio leggi anche il nostro articolo sui sistemi di intelligenza artificiale per l’impresa.

Domande frequenti sulla AI policy aziendale

La AI policy è obbligatoria?

Non esiste un obbligo esplicito di nominarla “AI policy”, ma l’AI Act richiede misure organizzative, formazione e governance che si traducono di fatto in una policy.

Va integrata con il GDPR?

Sì, soprattutto per i trattamenti automatizzati, la valutazione d’impatto e i contratti con i fornitori AI.

In quanto tempo si redige?

In genere alcune settimane, ma la qualità dipende dal tempo dedicato all’inventario degli usi AI e al confronto con le funzioni interne.

Vuoi una AI policy davvero operativa?

I nostri consulenti redigono AI policy chiare, integrate con i tuoi sistemi e pronte a essere adottate dal personale e validate dall’organismo di certificazione.

Richiedi una AI policy su misura

Carbon footprint aziende ISO 14064

Carbon footprint aziende: ISO 14064 e obblighi ESG in Italia

Carbon footprint aziende: ISO 14064 e obblighi ESG in Italia

La carbon footprint aziendale è diventata un indicatore chiave per banche, clienti, investitori e pubblica amministrazione. Misurare le emissioni di gas serra con la ISO 14064 è il modo più credibile per rispondere agli obblighi ESG in Italia e ai requisiti della Direttiva CSRD.

Ti aiutiamo a calcolare la carbon footprint della tua azienda, a certificarla secondo ISO 14064 e a integrarla in un piano di riduzione credibile, misurabile e sostenibile.

Supportiamo imprese a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nell’adeguamento ESG, nella rendicontazione e nel posizionamento climatico verso stakeholder e mercato.

Carbon footprint aziende ISO 14064 e obblighi ESG Italia

Cos’è la carbon footprint e perché oggi serve davvero

La carbon footprint è la somma delle emissioni di gas serra (GHG) generate direttamente e indirettamente dall’organizzazione: Scope 1 (emissioni dirette), Scope 2 (energia acquistata), Scope 3 (filiera, trasporti, uso dei prodotti).

Lo standard ISO 14064-1 definisce come calcolare, rendicontare e far verificare queste emissioni da un ente terzo accreditato, garantendo dati affidabili e difendibili.

Vantaggi della carbon footprint ISO 14064

Obblighi ESG e CSRD

Rispondi in modo strutturato agli obblighi di rendicontazione ESG e ai requisiti CSRD in Italia.

Richieste della filiera

Grandi committenti chiedono dati GHG ai fornitori: la ISO 14064 è la risposta più riconosciuta.

Finanza sostenibile

Accesso a finanziamenti green, miglior rating ESG e opportunità su PNRR e bandi europei.

Riduzione dei costi

Identifichi sprechi e inefficienze energetiche che abbattono emissioni e bolletta al tempo stesso.

No greenwashing

Claim ambientali verificati da parte terza, difendibili davanti a autorità, clienti e consumatori.

Strategia Net Zero

Base tecnica per definire target SBTi, piani di decarbonizzazione e comunicazione climatica.

Come si calcola la carbon footprint aziendale

Il percorso tipico prevede: definizione del perimetro organizzativo e operativo, raccolta dei dati di attività (consumi, viaggi, acquisti, logistica, prodotti), applicazione dei fattori di emissione, consolidamento degli Scope 1, 2 e 3, redazione del report GHG conforme a ISO 14064-1 e verifica da parte di ente terzo accreditato.

Sempre più aziende italiane integrano la carbon footprint con la ISO 14067 per la carbon footprint di prodotto e con obiettivi SBTi di riduzione.

Come ti supportiamo

  • Calcolo della carbon footprint aziendale (Scope 1, 2, 3) conforme a ISO 14064-1
  • Redazione del report GHG e preparazione alla verifica di parte terza
  • Integrazione con reporting ESG, CSRD e rating di sostenibilità
  • Definizione di piani di riduzione delle emissioni e target SBTi

Scopri i servizi di certificazione e consulenza per sostenibilità e clima.

Vuoi misurare la carbon footprint della tua azienda?

Contattaci ora

ISO 42001 e AI Act: roadmap pratica per aziende italiane

ISO 42001 e AI Act: roadmap pratica per aziende italiane

Il binomio ISO 42001 AI Act è diventato il tema caldo per chiunque sviluppi, integri o utilizzi sistemi di intelligenza artificiale. Da una parte un Regolamento europeo direttamente applicabile, dall’altra uno standard internazionale che fornisce il sistema di gestione su cui costruire la conformità.

Le aziende italiane si trovano davanti scadenze concrete e clienti che già chiedono evidenze di governance AI. Senza una roadmap chiara si rischia di rincorrere ogni nuova interpretazione normativa, accumulando documentazione inutile e lasciando scoperti i veri rischi operativi.

Value Quality Consulting accompagna aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nel costruire una roadmap operativa che integra i requisiti dell’AI Act con il sistema di gestione ISO/IEC 42001, evitando duplicazioni e valorizzando i sistemi di gestione già in essere.

ISO 42001 AI Act roadmap per aziende italiane

Perché ISO 42001 e AI Act sono urgenti adesso

L’AI Act è entrato in applicazione progressivamente. Gli obblighi di literacy AI sul personale, i divieti su pratiche vietate e le prime regole sui sistemi GPAI sono già in vigore. Per i sistemi ad alto rischio le scadenze si avvicinano e impongono valutazioni di conformità strutturate, documentazione tecnica, sistemi di gestione del rischio e di qualità.

La ISO/IEC 42001 fornisce esattamente l’infrastruttura di governance che il regolamento richiede: un sistema di gestione AI con responsabilità, valutazioni di rischio, controlli e miglioramento continuo. Per fornitori e deployer di sistemi AI è lo strumento più efficiente per dimostrare conformità, anche verso clienti e PA.

Roadmap operativa ISO 42001 + AI Act in 7 step

La roadmap che proponiamo nasce dall’esperienza con aziende che già gestiscono ISO 9001, ISO 27001 o ISO 13485 e devono integrare i requisiti AI senza creare un secondo sistema parallelo.

  1. Inventario sistemi AI: censimento di tutti i sistemi AI sviluppati o usati e classificazione secondo l’AI Act (vietati, alto rischio, GPAI, rischio limitato, minimo).
  2. Gap analysis: confronto tra i requisiti AI Act applicabili, ISO/IEC 42001 e i sistemi di gestione già certificati.
  3. Definizione del perimetro AIMS: scope del sistema di gestione AI, ruoli interni, comitato AI.
  4. Risk management AI: integrazione con ISO/IEC 23894 e con la gestione del rischio già in essere.
  5. Controlli e documentazione: policy, procedure, registri di sistema AI, valutazione d’impatto.
  6. Formazione e literacy AI: programma formativo per tutto il personale che usa o supervisiona AI.
  7. Audit interno e certificazione: ciclo PDCA completo e supporto all’audit con l’organismo di certificazione.

Documenti da preparare

Documento Cosa contiene Riferimento
AI policy aziendale Principi, ruoli, regole d’uso, sistemi ammessi. ISO 42001 + AI Act
Inventario sistemi AI Elenco sistemi, finalità, dati, classe di rischio. AI Act art. titolo III
Risk assessment AI Analisi rischi tecnici, etici, legali e impatto su persone. ISO/IEC 23894
Documentazione tecnica Per sistemi alto rischio: dataset, addestramento, test, log. AI Act allegato IV
Piano di formazione Literacy AI per ruolo, evidenze e attestati. AI Act art. 4

Ruoli aziendali coinvolti

Direzione

Approva la AI policy e nomina i ruoli del sistema di gestione AI.

AI governance lead

Coordina inventario sistemi AI, risk assessment e audit interni.

IT e cybersecurity

Garantisce controlli tecnici, log, integrazione con ISO 27001.

Legal e DPO

Compliance AI Act, GDPR, contratti con fornitori AI.

HR

Pianifica la literacy AI di tutto il personale.

Business owner

Responsabili dei processi che integrano AI nei flussi operativi.

Rischi se non costruisci la roadmap

  • Sanzioni AI Act, particolarmente onerose per sistemi vietati o alto rischio non conformi.
  • Esclusione da gare e qualifiche fornitore che già chiedono evidenze AI.
  • Audit di seconda parte da parte di clienti enterprise senza evidenze documentali.
  • Sviluppo di sistemi paralleli ridondanti tra qualità, sicurezza informazioni e AI.

Come ti supportiamo

  • Gap analysis ISO 42001 + AI Act sui sistemi AI già in uso o in sviluppo.
  • Costruzione del sistema di gestione AI integrato con i sistemi già certificati.
  • Redazione di policy, procedure, valutazioni di rischio e documentazione tecnica.
  • Formazione operativa, audit interno e supporto alla certificazione ISO 42001.

Approfondisci con i nostri servizi di certificazione, consulenza e formazione. Per orientarti sullo standard leggi anche le nostre buone pratiche per la ISO 42001.

Domande frequenti

La ISO 42001 garantisce la conformità all’AI Act?

Non è un’equivalenza automatica, ma il sistema ISO 42001 copre gran parte dei requisiti organizzativi richiesti dall’AI Act e semplifica notevolmente la dimostrazione di conformità.

Da dove conviene iniziare se siamo già ISO 27001?

Dal gap analysis: molti controlli sono già presidiati e si tratta di estendere ambito, ruoli e risk assessment al perimetro AI.

Quanto costa il percorso?

Dipende dal numero di sistemi AI, dalla loro classificazione AI Act e dai sistemi già in essere. Forniamo una stima dopo l’assessment iniziale.

Vuoi una roadmap ISO 42001 + AI Act su misura?

Parla con i nostri consulenti AI governance: definiremo le scadenze AI Act applicabili alla tua azienda e il piano per arrivare alla certificazione ISO 42001.

Richiedi la roadmap ISO 42001 + AI Act

Certificazione ISO 13485 dispositivi medici

Certificazione ISO 13485 dispositivi medici: requisiti MDR e come ottenerla

Certificazione ISO 13485 dispositivi medici: requisiti MDR e come ottenerla

La certificazione ISO 13485 è lo standard internazionale per il sistema di gestione qualità dei produttori di dispositivi medici. È il riferimento chiave per accedere ai mercati UE in conformità al Regolamento MDR (2017/745) e mantenere la presenza sul mercato in modo solido.

Ti aiutiamo a ottenere la certificazione ISO 13485 evitando blocchi regolatori, riducendo tempi e costi e costruendo un sistema qualità realmente integrato con la gestione tecnica del prodotto.

Supportiamo produttori, distributori e importatori di dispositivi medici a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nella compliance MDR e ISO 13485.

Certificazione ISO 13485 dispositivi medici e MDR

Cos’è la ISO 13485 e perché è indispensabile

La ISO 13485 definisce i requisiti per un sistema di gestione qualità specifico del settore dei dispositivi medici. Copre progettazione, sviluppo, produzione, immagazzinamento, distribuzione, installazione, assistenza e dismissione.

È un requisito quasi obbligatorio per ottenere la marcatura CE secondo MDR, gestire rapporti con gli organismi notificati e dimostrare un controllo rigoroso del ciclo di vita del dispositivo medico.

Vantaggi della certificazione ISO 13485

Accesso ai mercati

Requisito chiave per la marcatura CE MDR e per la vendita in UE, UK, Canada e altri mercati regolamentati.

Controllo dei rischi

Gestione dei rischi lungo tutto il ciclo vita del dispositivo, in linea con la ISO 14971.

Rapporti con enti notificati

Dialogo più efficace con organismi notificati e autorità competenti, con meno osservazioni in audit.

Meno non conformità

Processi di progettazione, produzione e post-market più solidi riducono reclami e azioni correttive.

Valore commerciale

Maggiore credibilità verso ospedali, distributori, buyer internazionali e investitori.

Integrazione MDR

Allineamento con requisiti del Regolamento MDR: documentazione tecnica, UDI, vigilanza, PMS, PMCF.

Come ottenere la certificazione ISO 13485: step operativi

Il percorso tipico prevede: gap analysis rispetto alla ISO 13485 e all’MDR, mappatura dei processi (progettazione, controllo fornitori, produzione, post-market), gestione del rischio ISO 14971, redazione di procedure, istruzioni e registrazioni, audit interno, riesame della direzione e verifica dell’organismo notificato.

Il tempo medio per arrivare alla certificazione varia da 4 a 9 mesi a seconda della complessità del prodotto e del livello di maturità del sistema qualità esistente.

Come ti supportiamo

  • Consulenza ISO 13485 e allineamento MDR per fabbricanti e distributori
  • Implementazione del sistema qualità: procedure, gestione rischio, controllo fornitori
  • Preparazione della documentazione tecnica e del fascicolo dispositivo
  • Audit interni e affiancamento nella verifica con l’organismo notificato

Scopri i percorsi di certificazione e consulenza dedicati al settore medicale.

Vuoi certificare ISO 13485 e allinearti all’MDR?

Contattaci ora

Differenza EMAS e ISO 14001

Differenza EMAS e ISO 14001: quale scegliere per la tua azienda

Differenza EMAS e ISO 14001: quale scegliere per la tua azienda

La differenza tra EMAS e ISO 14001 è una delle domande più frequenti per le aziende che vogliono strutturare una gestione ambientale credibile. Entrambe sono riconosciute, ma rispondono a logiche e livelli di impegno diversi.

Ti aiutiamo a scegliere lo strumento più adatto al tuo contesto: certificazione ISO 14001 per un sistema di gestione ambientale efficace o registrazione EMAS per un posizionamento ambientale di livello superiore, soprattutto verso PA e grandi gruppi.

Supportiamo aziende a Roma, Roma EUR e in tutta Italia nella valutazione del percorso giusto, con una consulenza diretta, concreta e orientata al risultato.

Differenza EMAS e ISO 14001 per aziende

EMAS e ISO 14001: cosa sono

La ISO 14001 è la norma internazionale per i sistemi di gestione ambientale. Definisce requisiti pratici per ridurre impatti, garantire conformità normativa e favorire il miglioramento continuo.

L’EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è un regolamento europeo che integra la ISO 14001 con requisiti aggiuntivi: una dichiarazione ambientale pubblica convalidata, una verifica più stringente da parte di un verificatore accreditato e la registrazione ufficiale presso l’organismo competente.

EMAS o ISO 14001: vantaggi a confronto

ISO 14001 – flessibile

Adatta a qualsiasi dimensione e settore. Ideale per costruire da zero un sistema ambientale strutturato.

EMAS – alta credibilità

Riconoscimento europeo con dichiarazione ambientale pubblica: massima trasparenza verso stakeholder.

Premialità nei bandi

Entrambi valorizzati in gare e appalti pubblici. EMAS riconosciuta con punteggi aggiuntivi specifici.

Semplificazioni normative

EMAS consente alleggerimenti in materia di autorizzazioni ambientali e controlli in diverse regioni italiane.

Costi contenuti

La ISO 14001 ha un costo di mantenimento più leggero. EMAS richiede un investimento superiore ma di posizionamento.

Integrazione con ESG

Entrambi supportano rating ESG, reporting CSRD e comunicazione verso clienti e investitori.

Come capire se conviene EMAS o ISO 14001

La ISO 14001 è la scelta giusta se vuoi iniziare un percorso ambientale strutturato, contenere i costi e avere un sistema riconosciuto a livello globale. È spesso richiesta in filiere industriali e da grandi committenti privati.

EMAS è la scelta vincente se operi in settori con forti impatti ambientali, se lavori con la PA, se vuoi differenziarti e puntare su rendicontazione pubblica e trasparenza. Spesso EMAS nasce come evoluzione di un sistema ISO 14001 già consolidato.

Come ti supportiamo

  • Valutiamo il contesto aziendale e scegliamo con te tra EMAS e ISO 14001
  • Implementiamo il sistema di gestione ambientale (analisi, procedure, KPI)
  • Redigiamo la dichiarazione ambientale EMAS e la documentazione ISO 14001
  • Ti accompagniamo nell’audit di certificazione o nella registrazione EMAS

Scopri i nostri percorsi di certificazione e di consulenza ambientale.

Vuoi capire se scegliere EMAS o ISO 14001?

Contattaci ora